
Settimane fa, durante l'attività di osservazione legata al tirocinio diretto a scuola, mi è capitato di sentire una studentessa di 16 anni chiedere alla sua professoressa: "Ma perché dobbiamo studiare sempre queste cose antiche? A che cosa serve sapere fatti che sono successi troppissimi anni fa?". Si tratta di una gran bella domanda. Una di quelle che potrebbero portare al collasso uno storico, oppure... essergli di stimolo e sprone per scrivere la risposta. Così Marc Bloch scrisse Apologia della storia, per rispondere al quesito del figlio: a cosa serve la storia?
Si tratta anche di una richiesta di legittimità della storia, che forse oggi risuona più cupamente, dati i tempi.
Come rispondere, quindi, a uno studentello che si barcamena tra Play Station e MMS sui cellulari, tra il pc-usato-esclusivamente-o-quasi-per-studiare e la televisione???
Se a qualcosa può aiutare, Marc Bloch rispose ricorrendo a un proverbio cinese:
Si è figli del proprio tempo come del proprio padre.
1 commento:
Penso che la storia possa essere non solo un modo per riflettere e far riflettere sul "dove noi proveniamo", ma uno strumento per capire perché siamo arrivati fin qui...se si riesce a trasmettere questo a molti adolescenti (non voglio dire tutti...sono ottimista!), trovando il mondo di appassionarli un pò con il dibattito e il confronto, credo ci si possa considerare a metà dell'opera!! Ciao!
Marzia-tamburo
Posta un commento